CASO STUDIO

Papà e Architetto

I rischi sono tanti e lo STATO non ci dice nulla, ci invia a casa la BUSTA ARANCIONE per farci vedere le pensioni future ma non quelle ad oggi, perché gli CONVIENE non INFORMARCI.

I nuclei familiari stanno cambiando, coniugi, coppie di fatto, convivenze con e senza figli, anche questo comporta dei rischi.

La nostra MISSIONE essere UTILI ed INFORMARE quante più persone possibili.

Per questo ti riporto il caso studio di una Mamma convivente Emanuela di 41 Anni, commerciante di lavoro, con un reddito di 30mila € annui lordi, versa contributi dal 2000, con qualche anno di disoccupazione, ha un figlio di 4 anni Emanuele convive con Angelo anche lui 41 anni ed è un dipendente.l rischi sono tanti e lo STATO non ci dice nulla, e le CASSE PROFESSIONALI non sono da meno, fanno vedere le pensioni future ma non quelle ad oggi, perché gli CONVIENE non INFORMARCI, ed è questa la nostra MISSIONE essere UTILI ed INFORMARE quante più persone possibili.

Ti riporto il caso studio di un Papà Architetto 40 anni, sposato con 2 figli di 8 e 10 anni che ha iniziato a contribuire in Inarcassa nel 2008 (quindi aveva 26anni), recuperando l’estratto conto previdenziale dal sito di Inarcassa, avremo la storia reale contributiva di ogni singolo iscritto. Inarcassa garantisce delle prestazioni anche durante l’attività lavorativa, ma molti non sanno quali sono!!!

Da premettere che fino al 2012 era in vigore il sistema retributivo, il dato è veramente certo, in funzione dei redditi dichiarato, fino a quando Monti-Fornero l’hanno modificato passando al sistema contributivo, quindi si potrebbero avere due quote (retributivo fino al 2012 e contributivo dal 2013) come nel nostro caso studio.

Pertanto il nostro Architetto ha 14 anni di contributi.
Per la quota retributiva, si fa la media dei redditi dal 2008 al 2012 a questo parametro si deve applicare l’aliquota di rendimento.
Per la quota contributiva si prendono tutti i contributi versati dall’ingresso di questo sistema, e si rivalutano.

Facciamo bene i conti con base al nostro esempio, nel caso venisse a mancare, cosa succederebbe?

Media dei redditi dal 2006 – €33968

Ultimo reddito dichiarato €50000

  • La pensione maturata superstiti sarebbe di 6201,36€ pertanto la sua famiglia avrebbe una riduzione del reddito di 43798,64€ pari al 88%. Questi importi sono la pensione che ha già maturato nei confronti dei superstiti, cosa vuol dire? Che se uno viene mancare, questa pensione spetterà ai superstiti (in questo caso alla moglie ed hai 2 figli)
  • Nel caso di inabilità al 100% il sistema retributivo quindi il conteggio della sua quota sarebbe per 15 anni, e aggiungendo quelli maturati con il sistema contributivo avrebbe una pensione di inabilità pari ad € 11988,32€ annui lordi, quindi diminuzione del 76% del reddito, ma ATTENZIONE potrà percepire questi importi solo se avverrà la contestuale cancellazione all’albo professionale
  • Nel caso di invalidità tra il 67 e 99% a contrario dell’Inps (ogni cassa è completamente diversa) il calcolo è molto semplice, è il 70% della pensione d’inabilità, pertanto nel nostro esempio avrebbe una importo lordo annuo di 8391,82€, una diminuzione del reddito del 83%, ATTENZIONE la pensione d’invalidità (in quanto tra il 66% ed il 99% si potrebbe continuare a lavorare) potrà essere tolta se guadagni, dichiari, più del doppio dell’importo maturato, nel nostra caso circa 17mila€

RICAPITOLANDO:

  • Media Redditi € 33.968
  • Ultimo Reddito € 50000
  • Superstiti € 6201,36
  • Inabilità € 11988,32
  • Invalidità € 8391,82



Quello che possiamo fare per voi è darvi l’esatto importo, al centesimo, e credo che se siamo in età lavorativa abbiamo il diritto, ma anche il dovere “se siamo responsabili” nei confronti della nostra famiglia di conoscere quanto meno questi dati e poi decidere se e come agire.

Se vuoi conoscere i tuoi dati e avere le risposte su come risolvere queste problematiche e pagare MENO TASSE contattaci, al resto penseremo noi.